forse non tutti sanno che...
Bogie è un personaggio che compare regolarmente da qualche anno sulle pagine del mensile XL.
La sua genesi è lontana, risale ai primi anni '80, era stato inventato per una storia breve su Alter : "Uomo Nero", scritta da Mimì Colucci e disegnata da me. In origine non era un personaggio buffo, ma un personaggio delle nostre storie stramboidi ed inquietanti. L'Uomo Nero era il mostro immaginario di un bambino autistico che vedeva il mondo in bianco e nero, e pensava che l'Uomo Nero gli avesse rubato i colori. Alla fine della storia lasciavamo il pubblico nel dubbio sulla sua esistenza... L'idea di un bogie man che mangiava i colori dei bambini cercai di riciclarla per un adventure game alla fine degli anni '80, ma non se ne fece nulla, allora nel 2006 ridiventò protagonista di un progetto sperimentale per un videogioco, realizzato con gli studenti dello IED, e infine lo proposi come diavoletto scocciatore-musicale nella sua ultima incarnazione, quella che conoscete adesso. Il mio rapporto con Bogie quindi è di lunga data, ma non essendo un personaggio creato totalmente da me non ne ho il totale controllo, e ogni tanto le sue strisce prendono strade da me non previste. Non so dirvi se lo amo o meno, ma sarebbe bello un giorno raccogliere tutta la sua storia, anche con le prime pagine di quel vecchio, oscuro Uomo Nero degli anni '80. All'epoca mi sembrava che gli anni '80 fossero un periodo di vero oscurantismo, ha ha, non prevedevo il peggio... Anche a me piacerebbe avere il mio Bogie personale, eccovi qui le mie striscie preferite.
martedì 26 aprile 2011
martedì 19 aprile 2011
Before The Apocalypse
Ecco qui, ho finito l'opera per la Galleria La Luz de Jesus Gallery. Un mese fa mi hanno chiesto di partecipare alla celebrazione dei 25 anni della galleria con un piccolo pezzo, con un timing preciso che arriva fino a novembre, mese in cui dovrebbe esserci la mostra, con annesso super catalogo, che stanno facendo già ora. La Biennale di Venezia, invece a un mese quasi dall'inaugurazione, non ha ancora formalmente deciso quali saranno gli artisti italiani del Padiglione Italia, che naturalmente devono produrre le opere a loro spese, e anche occuparsi della spedizione a carico proprio. Poi ci si chiede perchè gli artisti stranieri, che magari hanno l'appoggio economico del loro stato di appartenenza, e un anno di tempo per produrre le opere, figurano meglio degli italiani, che in teoria ospitano la manifestazione e dovrebbero rappresentare al meglio i propri artisti. Ah, che considerazioni sciocche, dimenticavo che visto e considerato che così più o meno le opere che ne vengono fuori sono abbastanza di merda, in realtà rappresentano perfettamente questo Paese tricolore.
giovedì 7 aprile 2011
IL MIO SITO
Bene,
dopo 31 anni di carriera più o meno dignitosa ho il mio sito. Non so cosa ci farò, ma è costato sudore e lacrime mie e da parte di quel sant'uomo di Diego Zanella che l'ha curato amorevolmente e sistemato per benino, inoltre ringrazio la mia compagna Nicoletta che mi ha preso a calci nel culo e a male parole ogni giorno finchè non mi sono deciso a farlo, e ora è qui. In teoria dovrebbe parlar da solo, e poi ci sono veramente un sacco di materiali, per cui non posso che zittirmi e aspettare i vostri pareri. Dicono che tanto ormai i siti non li visita più nessuno, ciò nonostante se non ne hai uno le persone importanti non è che ti caghino più di tanto, per cui non potevo esimermi. Che palle però.
mercoledì 23 marzo 2011
Non ho mai visto La Luz!
era il 1997, e dopo aver flirtato con la galleria La Luz per circa un anno, ero riuscito finalmente ad avere una mostra a Los Angeles. Si trattava di qualcosa di anomalo rispetto agli standard della galleria, dal momento che si trattava di grandi ceramiche dipinte, realizzate insieme a Marco Zanini, designer del gruppo Sottsass Associati. Tutto fu il frutto di una serie di casualità. Per caso conoscevamo il fratello di Billy, Peter Shire, per caso Peter aveva fatto parte del gruppo Memphis Design Milano negli anni '80, per caso io conoscevo la Luz de Jesus Gallery, per caso eravamo riusciti ad avere la mostra delle nostre ceramiche a New York, e per caso riuscimmo anche farci sponsorizzare tutto da Swatch, compreso il trasferimento delle nostre ceramiche a Los Angeles. Ero così felice!
Per caso il giorno della partenza per L.A. venni colpito da un fortissimo attacco di calcoli biliari, venni ricoverato all'ospedale, non potei essere presente alla mostra e non vidi mai più Los Angeles. Adesso, dopo 13 anni, sono ancora vivo e sono ancora presente per i 25 anni della galleria. Fanculo al caso.
Per caso il giorno della partenza per L.A. venni colpito da un fortissimo attacco di calcoli biliari, venni ricoverato all'ospedale, non potei essere presente alla mostra e non vidi mai più Los Angeles. Adesso, dopo 13 anni, sono ancora vivo e sono ancora presente per i 25 anni della galleria. Fanculo al caso.
sabato 19 marzo 2011
Pietà
Mi arrivano le prime foto da parte del modellista. Edoardo di Superego mi dice, è venuta fuori una ceramica gigante! Io: "Non è troppo grande"? risposta: "non importa, così è bellissima". Meno male che a volte al mondo esistono anche gli incoscenti.
venerdì 18 marzo 2011
Giappone
Anni fa ero in Giappone, il mio primo viaggio in Giappone. A Tokyo stavo seduto su una panca di pietra, in uno di quei templi che si trovano incuneati tra un grattacielo e l'altro, che sembrano così fuori posto, ma in realtà sono perfettamente armonici nel paesaggio urbano. Avevo fatto shopping, avevo la mia borsa piena di manga e giocattoli, e non sembrava per niente sconveniente sfogliare i miei acquisti in quell'ambiente tranquillo. Alzando gli occhi al cielo, osservando le nuvole veloci , con quelle volute arricciate che ci sono solo lì, venni colpito da una dolorosa consapevolezza. Difficilmente sarei stato più felice di così. Avevo il cuore pieno di gioia, nostalgia, tristezza. Guardo alla televisione il video che mostra l'acqua irrompere e distruggere l'ordine perfetto dei campi coltivati, geometrici, e paradossalmente anche questo avviene con una grazia infinita, e ritrovo lo stesso sentimento. Perchè mi rendo conto che il Giappone dei miei ricordi non esiste più, non sarà più come allora. Ammiriamo i giapponesi per la loro stoica resistenza al dolore, un pò come se il loro atteggiamento ci esimesse da un affranto rammarico, visto che loro apparentemente non lo provano, non piangono, non urlano, non fanno rumore. Le loro città sono state già distrutte milioni di volte, loro stessi hanno già subito milioni di mutazioni genetiche causate dalle radiazioni, nei loro manga, nei loro anime. E noi con loro, dal momento che siamo i più affezionati consumatori di immaginario nipponico. Ogni giorno che passa un pezzo di Giappone rischia di sparire, alcuni piccoli arcipelaghi di isole se ne sono andati, e io mi sento lì, ibernato in quel giorno magico di primavera, seduto sulla panca di pietra, guardando quelle fantastiche nuvole arricciate, ascoltando il rombo di mille terremoti.
scusate la retorica, non mi veniva proprio niente di satirico da dire
scusate la retorica, non mi veniva proprio niente di satirico da dire
giovedì 17 marzo 2011
Montonsferatu
I Rigoni di Nove stanno lavorando, ecco qui la modellazione finita di una delle mie nuove ceramiche, il Montonsferatu comincia a prendere forma.
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