giovedì 24 agosto 2023

Il Club Fantascienza Padova e Ultima Notte

Il Club Fantascienza Padova stava situato sopra a un bar latteria del centro, ed era ricavato dai locali-magazzino e soffitta dello stesso bar, che divideva con una libreria adiacente. Il padrone del bar (Toni) e il padrone della libreria condividevano la stessa passione: la fantascienza. Era difficile capire perché, visto che Toni, un panzone con gli occhiali spessi due centimetri e l’abitudine di farci fare da cavie per frappé di sua invenzione (“puah!, ma che cos’è questa roba?” - “latte e Campari!” ), tutto sembrava tranne che un’intellettuale. Era la persona più malvagia che conoscessi. Una volta si era seduto sul muretto antistante al bar, la sera, mentre una tossica di lungo corso si stava facendo una pera : “cazzo guardi?” - “Niente, aspetto che muori”.

Da una parte si aveva il sospetto che Toni usasse il Club di Fantascienza come spazio per oscure cerimonie notturne, di cui insisteva a volerci far vedere le foto, dall’altra era davvero un sincero esperto appassionato: sapeva tutto della fantascienza della Golden Age.

La biblioteca del Club era fornitissima, e costituiva da polo d’attrazione per un sacco di nerds disperati, anche se all’epoca non si chiamavano così, erano solo degli stramboidi.

C’era Fabio Bubu, uno dei primi punk di Padova, occhi di ghiaccio, impermeabile nero stracciato, una fascia al braccio con su scritto “Hiroshima” e un cerotto sul naso che non tolse per 3 anni, fino a che non fu costretto a farlo perché rischiava di perderlo, il naso.

C’era Nello, grande appassionato di Philip K Dick e di William S. Burroughs, che era attratto morbosamente dai racconti dei malati di mente che stazionavano davanti all’ex manicomio di Brusegana, nella periferia patavina, e che annotava su un taccuino. Col tempo saremo diventati amici e avremmo lavorato molto insieme, lui con lo pseudonimo di Mimì Colucci.

C’era Loris, un ragazzone palestrato che sembrava Conan da giovane, appassionato (ma va?), di fantasy e psichedelia, nel futuro sarebbe andato a Berlino, avrebbe occupato uno squat, avrebbe sposato una giornalista televisiva, ma non tutto in quest'ordine e in tempi diversi.

C’era Mauro Gaffo, leggermente più vecchio di me, che mi coinvolse per un anno come disegnatore della sua micro-fanzine di fantascienza ciclostilata “Quark” (molto prima della trasmissione omonima). Più avanti sarebbe diventato il direttore della rivista di scienza-e-curiosità-da-leggere-in-spiaggia Focus, e questo vuol dire che aveva idee molto più precise delle nostre su come far soldi fin da piccolo. Dio, quanto odiavo disegnare con un orrido stilo di metallo sulle matrici da ciclostile cercando di non strapparle!

Il Club era uno dei pochi circoli di SF che ogni anno premiava con la favolosa cifra di Un Milione il miglior racconto di fantascienza amatoriale d’Italia, per cui arrivavano montagne di racconti di aspiranti scrittori, e anche di professionisti a cui facevano gola quei soldi. Il più prolifico si chiamava Daniele Brolli. Si ostinava a mandare racconti, e anche illustrazioni. Era particolarmente odiato da Toni, che quando vedeva la busta con il suo indirizzo come mittente non mancava di fare la solita sua battutona “riconoscerei che è roba sua già dalla spussa di quel che c’è dentro”. A me invece non dispiacevano né i racconti né le illustrazioni, ci vedevo qualcosa di compatibile con la direzione che volevo dare ai miei fumetti, anche se non sapevo quale. Arrivarono, non mi ricordo nemmeno attraverso quali canali, anche delle buste con delle fotocopie di un giovane dotatissimo Andrea Pazienza. 

Uno dei miei scrittori preferiti era Giorgio Placereani, di Trieste. La qualità dei suoi racconti era sempre ottima, e avevano dentro sempre almeno un’idea originale: una società in cui il rumore era un crimine, un medico professionista pagato dal governo per trasformare i cadaveri dei dissidenti uccisi dalla polizia in alieni per giustificare un regime autoritario… cose così.

Nel Settembre del 1979 andai a Milano con Loris. Lì in una specie di cascina si svolgeva un festival di fantascienza “comunista”(come lo definiva Toni), organizzata dal collettivo “Ambigua Utopia", a cui faceva capo Antonio Caronia, professore universitario dalla capigliatura alla Napo Orso Capo. Si parlava della fantascienza sociale come interprete ideale della contemporaneità, e tra un film di fantascienza russo e una sfilata per il centro città con costumi da alieni in cartapesta incontrai anche Daniele Brolli. Era di poche parole, ma mi sembrò un tizio molto determinato.

Lo rividi a Lucca Comics un paio di anni dopo, insieme a Igor Tuveri. Io avevo già pubblicato sul Il Mago Mondadori, che nel frattempo aveva chiuso i battenti, e mi apprestavo a prendermi un anno di pausa perché avevo scelto di svicolare il militare facendo servizio sociale. All’epoca trovai Daniele e Igor particolarmente urticanti. Avevano una battuta sarcastica su tutto e tutti, mi sembravano arroganti e presuntuosi.

D’altra parte non penso esistano rivoluzionari gentili e amichevoli. Avrei imparato ad apprezzarli col tempo. Mi davano l’idea di pensare che non ero all’altezza. All’altezza di che? Non importava, non lo ero e basta. Paranoie mie in cui era così dolce crogiolarsi.

Ultima Notte è una storia inedita, ed è il risultato di quegli anni passati al Club SF di Padova.

Visto e considerato che non pensavo di essere uno scrittore molto dotato avevo contattato Giorgio Placereani, e gli avevo chiesto se potevo ridurre a fumetti i suoi racconti. Questo era il terzo, dopo L'Uomo dei Mostri e Rumore e Silenzio. Un racconto dietro l’altro il mio modo di disegnare cambiava. Non avevo contatti con gli altri autori, ma nelle nostre camerette ascoltavamo le stesse musiche, nei cinema pidocchiosi scoprivamo gli stessi film e registi... Quando vidi quello che stavano pubblicando gli altri restai abbastanza di sasso: eravamo arrivati alle stesse conclusioni. Qui il mio disegno risente di un eccessivo e ingenuo abuso di linee seghettate, linee tratteggiate, frecce e paccottiglia dell’epoca... Ma era capitato così. Per me era un modo per sottolineare e affermare con una linea retta: “Hey, lo sto facendo proprio ora, e sono modernissimoooo”.

Che stupido.

Di questa storia feci una versione pop up, con delle parti ritagliate che si alzavano, poi provai a trasformarla in un gioco, con le pagine collegate tra loro a leporello, e delle regole assurde che corrispondevano ai colori e a quello che succedeva nelle vignette. Era impossibile da realizzare per un editore, ma già corrispondeva all'idea di un fumetto esplosivo, in grado di uscire dagli schemi, dalla vignetta e dalle riviste.























mercoledì 2 agosto 2023

Buddy Be Bop

 Sono in treno, ho compiuto da poco 18 anni, e sono stato con la mia classe a Bologna, in gita scolastica. E’ il 1979.

Due anni prima  Bologna ha vissuto l’invasione dei ragazzi del Movimento del ’77, con dibattiti fiume sulla repressione. E gli indiani metropolitani. E sui rapporti con il PCI. E sul comunismo. E sul femminismo. E se il privato è politico. Eccetera.

A  quasi due anni di distanza il dibattito si è un pò calmato.

A Bologna è arrivato un fiume di eroina a basso prezzo, ma gli eroi del Movimento sono al momento solo parzialmente scimmiati.

Una piccola parte è già entrata nella clandestinità.

Le Brigate Rosse hanno rapito e ucciso Aldo Moro.

A Febbraio un sacco di ragazze dell’istituto Grafico Enrichetta Usuelli Ruzza (presso cui studio), si sono travestite da Anna Oxa, che ha scandalizzato la platea di Sanremo vestendosi da punk.

La sua canzone è abbastanza fru fru, ma resterà nella storia come una delle prime canzoni new wave italiane destinate a un pubblico pop.

Non è vero. La canzone è una merda.
La canzone è stata scritta da quel  paraculo di Ivan Cattaneo, che a onor del vero è un gran conoscitore di quel che succede a Londra, ma questa è un’altra storia.

Il raduno del Movimento di Bologna del ’77 si chiude con un concerto di Claudio Lolli, ( cantautore talmente mesto da diventare il termine di paragone per  tutte le canzoni deprimenti possibili), ma c’è anche uno strano ensemble rumoroso che firma uno dei concerti più rilevanti (oltre a rischiare il linciaggio da parte dei militanti di Autonomia Operaia).

Si chiamano “Centro d’Urlo Metropolitano”, e una buona parte di loro andrà a formare negli anni successivi i GazNevada, gruppo mitico della prima ondata punk-new wave bolognese.

Si presentano con “ Mamma dammi la Benza”. 

Ma torniamo sul treno.

Sul treno trovo Alberto, uno studente di Padova, appassionato  glamrocker.

Ha lasciato Padova, e si è trasferito a Bologna, e favoleggia di un locale dove si ascoltano gruppi dai nomi evocativi e sconosciuti : Ultravox, Pere Ubu, Contortions, Siouxie and the Banshees, Magazine…

Il locale si chiama Punkreas. 

Un mese dopo, nel corso dell’”Altra Domenica”, programma pomeridiano della domenica condotto e ideato da Renzo Arbore in concorrenza con “Domenica IN” di Pippo Baudo vedo gli Skiantos, che eseguono “largo all’avanguardia”, e subito dopo un paleovideo dei DEVO : “Satisfaction”.

La mia vita cambia. 






La storia che segue l’avevo scritta e disegnata due anni dopo per Il Mago, una rivista che doveva essere la risposta della Mondadori (con forte ritardo) a Linus e ad Eureka, mensili che da anni facevano da contenitori per fumetti stranieri e da palestra per gli autori italici. Il Mago cambiò più volte direzione, e nei suoi ultimi anni di vita venne affidata a Beppi Zancan, a cui fu detto molto chiaramente che non c’erano soldi per autori famosi, ma questo incentivò la ricerca di giovani talenti. La rivista pubblicò i primi lavori di Giardino, di Scozzari (con lo pseudonimo di Winslow Leech, nome mutuato dal protagonista del fantasma del Palcoscenico di Brian de Palma), di Carpinteri, le digressioni non-disneyane di Giorgio Cavazzano e tra le altre cose anche me.

La prima volta pubblicai a 19 anni, avevo mandato alla redazione un sacco di storie di sapore punk fotocopiate malamente, e Beppi ci trovò dentro qualcosa, ma risparmio ai lettori la prima pubblicazione (“I cavai Xe Stanchi”), perché esiste un limite all’orrore che si può sopportare. Mi risulta ancora oscura la ragione che spinse lo Zancan a pubblicare quelle tre pagine di puro delirio in lingua veneta, forse avevo fatto scattare qualcosa nel suo profondo retaggio genetico, non so… Il fatto è che dopo disegnai altre due storie, e Buddy Be Bop è quella che amo di più, pur nella sua ingenuità.

Ero assolutamente posseduto dal demone di Serge Clerc, giovane punk-dessineur francese di Metal Hurlant, decisamente meno fricchettone dei fondatori della rivista (Moebius, Druillet, Caza), e il mio disegno ne risente molto…

La storia voleva essere la versione post-punk di un classico plot da fumetto Horror della EC Comics, con la voce narrante fuori campo e la battuta finale. Pensavo di aver scritto una cosa abbastanza irrilevante, ma anni dopo Davide Toffolo (autore di fumetti e rockstar con la sua band 3 Allegri Ragazzi Morti), in una conferenza sui rapporti tra musica e fumetto dichiarò che la storia da piccolo gli aveva messo un certo nonsochè in testa. 

Beh, grazie.

















lunedì 24 luglio 2023

L'Osservatore: introduzione.

 


Tutto è cominciato così:

Diversi anni fa credo che ormai ne siano passati più di venti, quando Francesco Coniglio aveva partecipato come editore al progetto Sexorcismo, (mostra+ libro catalogo editato e pubblicato da lui), Francesco mi disse che aveva un'idea: "perchè non fai il tuo -prima pagare e poi ricordare?". Prima pagare poi ricordare era un mitico libro di Filippo Scozzari sulle sue vicissitudini editoriali pubblicato da Castelvecchi-Coniglio, scritto benissimo e sapido di tutte le sue considerazioni taglienti sul mondo del fumetto che lui aveva attraversato. Io avevo sempre declinato l'idea, perchè il confronto faceva tremare i polsi. Poi, nel corso degli anni, ho avuto un'idea che fosse una personale visione sul mondo del fumetto come attraversamento dei decenni, e di come la mia vita ed elementi socio-storici si mischiassero con la mia produzione di storie brevi. Una antologia sui generis, una raccolta delle mie storie brevi dagli anni 80 ad oggi, ognuna corredata da un breve racconto scritto che raccontasse l'epoca e le vicissitudini relative al periodo in cui quel racconto specifico era stato scritto e disegnato. Sarebbe diventata una mappa su come un certo tipo di fumetto si era sviluppato e modificato nel corso di 40 anni. Poi Francesco aveva avuto le sue varie rogne editoriali e il progetto era rimasto lì. Francesco non era in grado di pubblicarlo. Il progetto era passato da una mano all'altra, da Rizzoli Lizard a Bao, e si era sempre arenato. Troppo difficile, troppo grosso. Nella sua versione snella, scremando varie storie brevi, era comunque un mammouth di 350 pagine. Un anno fa Francesco, nella sua generosa follia, mi disse: "questo è il momento, ho le risorse per farlo!". Ma davvero? "sì, sarà bellissimo". Feci un progettino, un pdf con le prime 40 pagine di esempio. Francesco mi disse che era una bomba. Poi Francesco come al solito venne preso dai suoi mille progetti: Heavy Metal, Anime etc, ma anche i primi libri della neonata Francesco Coniglio editore. Il sogno persisteva, e probabilmente prima o poi ce l'avremmo fatta. Dovevo andare a Roma per parlarne con lui, ma quando potei spostarmi per andarlo a trovare era già finito all'ospedale. In questi giorni ho riflettuto molto su cosa farne del progetto. L'ho passato a un paio di soggetti, ma non so, non sembra interessare nessuno, o per meglio dire, interessa, ma spaventa. E allora ho pensato che forse in onore di Francesco e dei nostri sogni potrei scrostare il mio blog dalla ruggine e pubblicarlo piano piano lì, almeno da qualche parte ne resterà traccia, poi se a qualcuno interessa meglio. Ma sarà sempre il progetto mio e di Francesco, su questo non ci piove:



Ecco qui di seguito Il piano dell'opera :

Ho cominciato a fare un elenco e una scelta delle storie che andrei a mettere nel libro.

Ho fatto una cernita di storie che segnano varie tappe di lavoro, e che possono essere accoppiate ad un momento particolare che mette insieme sia le mie esperienze personali sia la storia del fumetto “indipendente e no“ italiano.

Quello che segue è un primo elenco sensibile di cambiamenti, ma è utile per avere un’idea dell’ossatura del libro, dove serve ho aggiunto delle note. 

Premetto che ho scelto solo le storie prettamente a fumetti, non ho messo illustrazioni o cicli di arte e design.

Ogni storia verrà preceduta, come da progetto, da una pagina di testo, che potrebbe contenere a corredo una piccola illustrazione o una foto.

Accanto al titolo di ogni storia breve ho aggiunto numero di pagine, data di realizzazione e testata su cui è stata pubblicata. Non sono precise al millimetro, ma mi riservo di controllare meglio in corso d’opera.





1: Buddy be Bop- 6 pagine  Il Mago Mondadori. 1980

2: Rumore e Silenzio- 27 Pagine

originariamente realizzato nel 1981, e rimasto inedito finché non è stato pubblicato da Frigidaire

nel 1991

3-Trax vietato ai Minori - 5 pagine per l’omonima fanzine- 1981

4- Ultima Notte - 14 Pagine - inedito 1981

5- Traxman- 8 pagine- Inedito -1982.

personaggio creato per Trax insieme a Vittore Baroni, e successivamente realizzato a colori per Frigidaire e Tempi Supplementari nel 1984. Queste sono le prime tavole in bianco e nero. 

6- Beppe Starnazza e i Vortici- 8 Pagine- Linus 1983.

7- Uomo Nero- 8 pagine per AlterAlter

8- Rimembranze di Mimì Colucci- 5 pagine per Frigidaire 1983

9- Praticamente Natale- 20 pagine- Linus 1983

10- Cose Viventi- 9 pagine -Alter 1984

11- Viviane Knaupp- 5 pagine per Frigidaire 1984

12- Alice Alice- 10 pagine - Frigidaire 1984

13- Chromorama- 10 Pagine- Frigidaire 1984

14- Stars falls in Abilene- 10 Pagine Alter 1984

15- Sad Soap Opera - 6 Pagine  Frigidaire 1985

16 - Olio Solare all’aroma di Cocco- 5 pagine Alter 1985

17- Thriller (storia per speciale Mr Fantasy) 5 pagine Alter 1985

18- La memoria del Meccano- storia inedita 10 pagine  1985

19- Glorya e Vyctorya- storia breve + striscie 10 pagine Alter 1985+ Dolce Vita 1986

20- I Nipoti del Faraone - 8 pagine Frigidaire 1986

21- Canimalismo- 6 Pagine-  Alter 1986

22- Giornalini- 10 pagine Alter 1986

23- Rockerilla- 6 Pagine varie 1987

24- Fuochi d’archificio- 6 pagine Tic 1988

25- Un panino all’albicocca-  7 Pagine  Frigidaire 1988

26- Califorgna e Milano Nightmares-  4 Pagine Tic1989

27- Mr Colucci - 6 pagine strips per Cyborg -1990

28- Zom-Boy- 8 pagine- Nova Express 1991

29- Donna Insensibile-  8 pagine Nova Express 1991

30- Giardino d’Infanzia-  8 pagine Talking Heads 1993

31- Uomo Illustrato 6 pagine - Tattooo comix 1996

32- Bassi Istinti-  8 pagine Black 1997

33- Suzie Miss Dead-  8 pagine Blue 1998

34-Ruggine di Stelle - 9 pagine Blue 2000

35- Cinema Roma- 9 Pagine Orme 2004

36- L’Eremita- 6 pagine Blue 2005

37- Bogie-  6 pag Strips per XL Magazine 2006-2013

38- Gaznevada- 2 pagine per Lamette Comics 2009

39- Zeroguida Milano  8 pagine- 2011

40- Padovani brava Gente 2 pagine. Internazionale 2012

41- Arty Party-  2 pagine Frigidaire 2012

42- Ogni Maledetta estate è Natale -2 Pagine Internazionale 2019

43- Haha- 6 pagine Linus 2020

44- Come Vite Distanti 1 pagina - 2020







martedì 26 aprile 2022

ComiconGiacon

Forse i titolo più appropriato potrebbe essere “Comacon”, o almeno questo è il mio stato dopo 3 giorni di poco dormire e molto camminare.

Avrei dovuto fare un report giornaliero di questa edizione del Comicon ma era troppo uno sbattimento, e poi succedevano troppe cose contemporaneamente. Difficilissimo scrivere qualcosa che riesca a comprendere tutto.




 Il Napoli Comicon si era interrotto dopo l’edizione del 2019. Poi è arrivato il Covid e si è fermato per tre anni fino ad adesso. Matteo Stefanelli, Alino e Claudio Curcio han tenuto duro, han rischiato che non si facesse più nulla, hanno mantenuto i contatti con gli autori. Alino ha fatto un pò di radio in questi anni, chiedendo a tutti gli autori che aveva conosciuto durante tutti questi anni al Comicon la loro personale scaletta. Claudio ha curato sempre con Alino un po’ di mostre. Matteo ha continuato a dirigere Fumettologica e insegnare all’università… E alla fine ce l’han fatta a portare a casa questa edizione di 4 giorni, con qualcosa come 350 ospiti e quattro macrosezioni che comprendono Fumetti, Giochi, film, serie e merchandising vario. 

In più i soliti cosplayer, drawing battles, trash food, dj set con canzoncine di serie televisive e tutto quanto faccia da corollario per ogni nerd che si rispetti. Davide Toffolo era il magister del 2019. Il magister è un autore di fumetti completo che dà una direzione artistica diversa per ogni edizione. Non è una cosa che si è verificata da sempre, ma che avviene da alcuni anni. I magister del passato sono stati Silver, Mattotti, Recchioni, Gipi e Toffolo, che alla fine resterà storico perchè di fatto è rimasto in carica per tre anni. Quest’anno doveva presentarsi in grande spolvero con il suo nuovo progetto musicale, che univa i tre Allegri Ragazzi Morti al Colle del Fomento, storico gruppo del rap romano, ma sfiga ha voluto che giovedì il palco concerti venisse distrutto da una tempesta di acqua e vento, per cui niente concerti. In più il covid ha fatto ammalare un musicista dei tre Allegri Ragazzi Morti e uno del Colle del Fomento, giusto per fare il virus equo e democratico.









Davide non si è perso d’animo e ha suonato lo stesso al lunedì pomeriggio  per un nutrito numero di fans affezionati, uno strano concerto per chitarra e voce, intimo, raccolto. Durante la serata della premiazione per le varie categorie di fumetti Davide ha dichiarato che visto che dal fumetto non può aspirare di più, dopo questa esperienza e 22 libri pubblicati nell’arco della carriera la sua attività di fumettista si ferma qui, con grande sgomento di lettori e degli stessi Matteo, Alino e Claudio, che non ne sapevano nulla, o almeno sono stati bravissimi a fare la faccia sorpresa. Io come al solito faccio l’alieno, tanto lo sono sempre in qualsiasi campo, e in più, nonostante quando dico la mia età è un coro di “Nooo”, e “Non è veroooo”, gli anni si sentono eccome, e per certe cose non provo davvero io lo stesso entusiasmo di quando ne avevo trenta. Inevitabile.

Mi sono aggirato per due giorni e mezzo per lo spazio della Fiera Oltremare. Ho incontrato persone meravigliose che non vedevo dal vivo da tre anni, bevuto birrette, fumato e goduto del sole caldo napoletano nell’area Pro, ho cercato di ascoltare qualche interessante conferenza nella Sala Andrea Pazienza, peccato che rimbombasse tutto talmente tanto che alla fine i vari relatori non riuscivano nemmeno a capirsi tra loro. 

Ho participato a una Drawing Battle con un disegnatore greco molto Rock’n Roll. La battaglia consisteva nel disegnare una parola che veniva annunciata da un presentatore, nel nostro caso Matteo Mammuccari, che ci dava come tema parole a casaccio, come Rancore, Sottocoperta e Rumore, e noi in 5 minuti dovevamo disegnare una cosa che fosse in sintonia. Alla fine il pubblico decretava i vincitori con applausometro. Noi alla fine siamo andati pari e patta, ci siamo stretti la mano ed è andata bene così.





E adesso un pò di cose a caso che ricorderò di questa edizione.

I Paguri (Pagani e Caluri), con cui ormai ho un grande feleling ci conosciamo da molti anni, ma dalla volta che mi hanno intervistato per Lockdown Calling e poi son venuti a Padova, i nostri rapporti si sono intensificati, e ci siam fatti ridere a vicenda con i nostri racconti reciproci  di nottate disastrate e presentazioni epicamente apocalittiche.

Angelo Stano che al momento ha abbandonato Bonelli per dedicarsi a un paio di progetti personali top secret, e con cui mi son trovato a fare lunghe chiacchierate praticamente su qualsiasi argomento.

Igort è dimagrito di 24 chili ed è affranto per quanto sta succedendo nella sua amata Ucraina, faceva quasi tenerezza iI sorriso che è riuscito  finalmente a strappargli Simone Romani (direttore editoriale di Rizzoli Lizard e fondatore insieme a Igort di Coconino), facendo il cazzone e ricordando vecchie avventure.

Paola Bistrot, che sembra sempre un bambina stupita e divertita, come se tutto fosse una novità e nonostante la lunga esperienza di curatrice di mostre con autori leggendari.

Jole Signorelli (Fumetti Brutti), ormai una star, ma sempre gentile, disponibile e affettuosa. La battle tra lei e Liberatore è stata una delle più belle e divertenti.

Tito Faraci e Silvia Sacco Stevanella, i miei editor Feltrinelli. Non sappiamo ancora se faremo qualcosa di nuovo nel prossimo futuro, ma è sempre un piacere condividere tavoli, chiacchiere e bottiglie.

Leo Ortolani (che vedrei molto bene come prossimo M… e qui mi fermo per non portargli sfiga).

La classica fine cena da Brandi. Pizzeria storica in centro a Napoli, con viaggi in pulmino dalle sospensioni  ribaltabudella e  interminabili code in galleria, ma ero così contento di trovarmi dopo tutto questo tempo al Comicon che trovavo divertenti pure quelle.

Roberto Recchioni con cui abbiamo parlato scuotendo la testa di NFT e di Palle Quadrate (molto meglio le seconde). 

Le grandi discussioni con Valerio Lundini durante la colazione del mattino sul nostro diabete e piacevoli aneddoti a riguardo. Valerio è stato il presentatore a sorpresa dell’edizione dei premi di quest’anno dandogli uno sprint che non aveva mai avuto (le premiazioni di altri anni si stiracchiavano per due ore con noia letale).

E’ stato un piacere rivedere Luca Valtorta e Valeria Rusconi, compagni di avventure con XL, e constatare quanto il loro bambino si sia già fatto grande e collezioni già famelicamente figurine dei Pokemon.

I ragazzi dello stand di in Your Face Comics, (dove ho trovato Massimo Perissinotto e Stefano Zattera), chissà che non si faccia qualcosa insieme in futuro, e che mi hanno supportato durante la drawing battle.

Tekè Gallery, che mi ha regalato una pregevole copia dell’ultima cosa che hanno pubblicato di quel genio di Igor Hofbauer, e Stefano Dazzi  con cui ho scambiato succosi aneddoti sui proprietari di cave di marmo carraresi.

Ivan Hurricane, con cui ho discusso di come disegnare la guerra di adesso, di come prima il virus, poi la discussione sui vaccini e infine la guerra abbiano inesorabilmente frammentato pezzi di sinistra in pezzetti sempre più piccoli, ognuno con i propri distinguo e le proprie posizioni, e di quando il vaccino sperimentale era davvero sperimentale e ce lo saremmo fatti in vena anche subito nella speranza di diventare più forti di Hulk. 

Miguel Villa, che ha vinto il premio per il miglior libro dell’anno dalla la giuria del Comicon. Lui era così felice che ha fatto addirittura un mezzo sorriso. Premio meritato, in soli due libri è riuscito a costruire una poetica tutta sua e molto convincente.




Francesca Pilla, con cui ho avuto il piacere di lavorare in Rizzoli Lizard, che ora lavora per Salda Press, e che mi ha fatto trovare un sacchetto pieno pieno di meraviglie che avrei comprato comunque,  tra cui l’ultimo lavoro di Camuncoli e l’ultimo libro di Lorenzo Palloni che promette di essere una tappa importante del suo viaggio.

Alessandro Baronciani e suoi racconti musicali su passioni comuni.

Camuncoli e la sua emiliana tranquillità, ma con la sua notevole capacità di produrre una quantità incredibile  di materiali di qualità  altissima realizzati con cadenza impressionante.

Grazia La Padula, che diventa ogni anno più brava (sembra banale dirlo, ma è così)..

Giuseppe Palumbo che meriterebbe un monumento, o almeno che si facesse un orsacchiotto con le sue sembianze, (venderebbe di sicuro un casino.)

Nicoletta  che mentre ero via a cazzeggiare ne ha approfittato per dipingere casa, (Nicoletta: “non vedevo l’ora che te ne andassi via dalle palle per qualche giorno per farlo”).

E tutte le persone che ho incontrato e che ho scocciato per ore con i miei ricordi da vecchio barbogio.

Poi, dopo una levata all’alba  (quasi) alle 6 del mattino, ho preso treno che mi ha portato  a Milano, dove sono andato diretto allo IED a seguire le tesi degli studenti, poi a casa  dai miei amici Beppe e Monica, domani invece mi vedrò qualche mostra e tornerò a Padova, uscendo dalla bolla dei fumettigiochimangacartonicosplayer per affrontare il mondo esterno, le sue miserie, le sue terribili paure, le angosce e le meraviglie. 



PS. quasi tutte le foto non sono mie, ma le ho prese dal sito del Comicon. Ci sarebbe stato troppo da fotografare e a un certo punto il mio cellulare ha dato di matto e si rifiutava di tenere in memoria qualsiasi cosa. Le foto della mia drawing Battle sono di Giuseppe del Curatolo (grazie!).