lunedì 24 luglio 2023

L'Osservatore: introduzione.

 


Tutto è cominciato così:

Diversi anni fa credo che ormai ne siano passati più di venti, quando Francesco Coniglio aveva partecipato come editore al progetto Sexorcismo, (mostra+ libro catalogo editato e pubblicato da lui), Francesco mi disse che aveva un'idea: "perchè non fai il tuo -prima pagare e poi ricordare?". Prima pagare poi ricordare era un mitico libro di Filippo Scozzari sulle sue vicissitudini editoriali pubblicato da Castelvecchi-Coniglio, scritto benissimo e sapido di tutte le sue considerazioni taglienti sul mondo del fumetto che lui aveva attraversato. Io avevo sempre declinato l'idea, perchè il confronto faceva tremare i polsi. Poi, nel corso degli anni, ho avuto un'idea che fosse una personale visione sul mondo del fumetto come attraversamento dei decenni, e di come la mia vita ed elementi socio-storici si mischiassero con la mia produzione di storie brevi. Una antologia sui generis, una raccolta delle mie storie brevi dagli anni 80 ad oggi, ognuna corredata da un breve racconto scritto che raccontasse l'epoca e le vicissitudini relative al periodo in cui quel racconto specifico era stato scritto e disegnato. Sarebbe diventata una mappa su come un certo tipo di fumetto si era sviluppato e modificato nel corso di 40 anni. Poi Francesco aveva avuto le sue varie rogne editoriali e il progetto era rimasto lì. Francesco non era in grado di pubblicarlo. Il progetto era passato da una mano all'altra, da Rizzoli Lizard a Bao, e si era sempre arenato. Troppo difficile, troppo grosso. Nella sua versione snella, scremando varie storie brevi, era comunque un mammouth di 350 pagine. Un anno fa Francesco, nella sua generosa follia, mi disse: "questo è il momento, ho le risorse per farlo!". Ma davvero? "sì, sarà bellissimo". Feci un progettino, un pdf con le prime 40 pagine di esempio. Francesco mi disse che era una bomba. Poi Francesco come al solito venne preso dai suoi mille progetti: Heavy Metal, Anime etc, ma anche i primi libri della neonata Francesco Coniglio editore. Il sogno persisteva, e probabilmente prima o poi ce l'avremmo fatta. Dovevo andare a Roma per parlarne con lui, ma quando potei spostarmi per andarlo a trovare era già finito all'ospedale. In questi giorni ho riflettuto molto su cosa farne del progetto. L'ho passato a un paio di soggetti, ma non so, non sembra interessare nessuno, o per meglio dire, interessa, ma spaventa. E allora ho pensato che forse in onore di Francesco e dei nostri sogni potrei scrostare il mio blog dalla ruggine e pubblicarlo piano piano lì, almeno da qualche parte ne resterà traccia, poi se a qualcuno interessa meglio. Ma sarà sempre il progetto mio e di Francesco, su questo non ci piove:



Ecco qui di seguito Il piano dell'opera :

Ho cominciato a fare un elenco e una scelta delle storie che andrei a mettere nel libro.

Ho fatto una cernita di storie che segnano varie tappe di lavoro, e che possono essere accoppiate ad un momento particolare che mette insieme sia le mie esperienze personali sia la storia del fumetto “indipendente e no“ italiano.

Quello che segue è un primo elenco sensibile di cambiamenti, ma è utile per avere un’idea dell’ossatura del libro, dove serve ho aggiunto delle note. 

Premetto che ho scelto solo le storie prettamente a fumetti, non ho messo illustrazioni o cicli di arte e design.

Ogni storia verrà preceduta, come da progetto, da una pagina di testo, che potrebbe contenere a corredo una piccola illustrazione o una foto.

Accanto al titolo di ogni storia breve ho aggiunto numero di pagine, data di realizzazione e testata su cui è stata pubblicata. Non sono precise al millimetro, ma mi riservo di controllare meglio in corso d’opera.





1: Buddy be Bop- 6 pagine  Il Mago Mondadori. 1980

2: Rumore e Silenzio- 27 Pagine

originariamente realizzato nel 1981, e rimasto inedito finché non è stato pubblicato da Frigidaire

nel 1991

3-Trax vietato ai Minori - 5 pagine per l’omonima fanzine- 1981

4- Ultima Notte - 14 Pagine - inedito 1981

5- Traxman- 8 pagine- Inedito -1982.

personaggio creato per Trax insieme a Vittore Baroni, e successivamente realizzato a colori per Frigidaire e Tempi Supplementari nel 1984. Queste sono le prime tavole in bianco e nero. 

6- Beppe Starnazza e i Vortici- 8 Pagine- Linus 1983.

7- Uomo Nero- 8 pagine per AlterAlter

8- Rimembranze di Mimì Colucci- 5 pagine per Frigidaire 1983

9- Praticamente Natale- 20 pagine- Linus 1983

10- Cose Viventi- 9 pagine -Alter 1984

11- Viviane Knaupp- 5 pagine per Frigidaire 1984

12- Alice Alice- 10 pagine - Frigidaire 1984

13- Chromorama- 10 Pagine- Frigidaire 1984

14- Stars falls in Abilene- 10 Pagine Alter 1984

15- Sad Soap Opera - 6 Pagine  Frigidaire 1985

16 - Olio Solare all’aroma di Cocco- 5 pagine Alter 1985

17- Thriller (storia per speciale Mr Fantasy) 5 pagine Alter 1985

18- La memoria del Meccano- storia inedita 10 pagine  1985

19- Glorya e Vyctorya- storia breve + striscie 10 pagine Alter 1985+ Dolce Vita 1986

20- I Nipoti del Faraone - 8 pagine Frigidaire 1986

21- Canimalismo- 6 Pagine-  Alter 1986

22- Giornalini- 10 pagine Alter 1986

23- Rockerilla- 6 Pagine varie 1987

24- Fuochi d’archificio- 6 pagine Tic 1988

25- Un panino all’albicocca-  7 Pagine  Frigidaire 1988

26- Califorgna e Milano Nightmares-  4 Pagine Tic1989

27- Mr Colucci - 6 pagine strips per Cyborg -1990

28- Zom-Boy- 8 pagine- Nova Express 1991

29- Donna Insensibile-  8 pagine Nova Express 1991

30- Giardino d’Infanzia-  8 pagine Talking Heads 1993

31- Uomo Illustrato 6 pagine - Tattooo comix 1996

32- Bassi Istinti-  8 pagine Black 1997

33- Suzie Miss Dead-  8 pagine Blue 1998

34-Ruggine di Stelle - 9 pagine Blue 2000

35- Cinema Roma- 9 Pagine Orme 2004

36- L’Eremita- 6 pagine Blue 2005

37- Bogie-  6 pag Strips per XL Magazine 2006-2013

38- Gaznevada- 2 pagine per Lamette Comics 2009

39- Zeroguida Milano  8 pagine- 2011

40- Padovani brava Gente 2 pagine. Internazionale 2012

41- Arty Party-  2 pagine Frigidaire 2012

42- Ogni Maledetta estate è Natale -2 Pagine Internazionale 2019

43- Haha- 6 pagine Linus 2020

44- Come Vite Distanti 1 pagina - 2020







martedì 26 aprile 2022

ComiconGiacon

Forse i titolo più appropriato potrebbe essere “Comacon”, o almeno questo è il mio stato dopo 3 giorni di poco dormire e molto camminare.

Avrei dovuto fare un report giornaliero di questa edizione del Comicon ma era troppo uno sbattimento, e poi succedevano troppe cose contemporaneamente. Difficilissimo scrivere qualcosa che riesca a comprendere tutto.




 Il Napoli Comicon si era interrotto dopo l’edizione del 2019. Poi è arrivato il Covid e si è fermato per tre anni fino ad adesso. Matteo Stefanelli, Alino e Claudio Curcio han tenuto duro, han rischiato che non si facesse più nulla, hanno mantenuto i contatti con gli autori. Alino ha fatto un pò di radio in questi anni, chiedendo a tutti gli autori che aveva conosciuto durante tutti questi anni al Comicon la loro personale scaletta. Claudio ha curato sempre con Alino un po’ di mostre. Matteo ha continuato a dirigere Fumettologica e insegnare all’università… E alla fine ce l’han fatta a portare a casa questa edizione di 4 giorni, con qualcosa come 350 ospiti e quattro macrosezioni che comprendono Fumetti, Giochi, film, serie e merchandising vario. 

In più i soliti cosplayer, drawing battles, trash food, dj set con canzoncine di serie televisive e tutto quanto faccia da corollario per ogni nerd che si rispetti. Davide Toffolo era il magister del 2019. Il magister è un autore di fumetti completo che dà una direzione artistica diversa per ogni edizione. Non è una cosa che si è verificata da sempre, ma che avviene da alcuni anni. I magister del passato sono stati Silver, Mattotti, Recchioni, Gipi e Toffolo, che alla fine resterà storico perchè di fatto è rimasto in carica per tre anni. Quest’anno doveva presentarsi in grande spolvero con il suo nuovo progetto musicale, che univa i tre Allegri Ragazzi Morti al Colle del Fomento, storico gruppo del rap romano, ma sfiga ha voluto che giovedì il palco concerti venisse distrutto da una tempesta di acqua e vento, per cui niente concerti. In più il covid ha fatto ammalare un musicista dei tre Allegri Ragazzi Morti e uno del Colle del Fomento, giusto per fare il virus equo e democratico.









Davide non si è perso d’animo e ha suonato lo stesso al lunedì pomeriggio  per un nutrito numero di fans affezionati, uno strano concerto per chitarra e voce, intimo, raccolto. Durante la serata della premiazione per le varie categorie di fumetti Davide ha dichiarato che visto che dal fumetto non può aspirare di più, dopo questa esperienza e 22 libri pubblicati nell’arco della carriera la sua attività di fumettista si ferma qui, con grande sgomento di lettori e degli stessi Matteo, Alino e Claudio, che non ne sapevano nulla, o almeno sono stati bravissimi a fare la faccia sorpresa. Io come al solito faccio l’alieno, tanto lo sono sempre in qualsiasi campo, e in più, nonostante quando dico la mia età è un coro di “Nooo”, e “Non è veroooo”, gli anni si sentono eccome, e per certe cose non provo davvero io lo stesso entusiasmo di quando ne avevo trenta. Inevitabile.

Mi sono aggirato per due giorni e mezzo per lo spazio della Fiera Oltremare. Ho incontrato persone meravigliose che non vedevo dal vivo da tre anni, bevuto birrette, fumato e goduto del sole caldo napoletano nell’area Pro, ho cercato di ascoltare qualche interessante conferenza nella Sala Andrea Pazienza, peccato che rimbombasse tutto talmente tanto che alla fine i vari relatori non riuscivano nemmeno a capirsi tra loro. 

Ho participato a una Drawing Battle con un disegnatore greco molto Rock’n Roll. La battaglia consisteva nel disegnare una parola che veniva annunciata da un presentatore, nel nostro caso Matteo Mammuccari, che ci dava come tema parole a casaccio, come Rancore, Sottocoperta e Rumore, e noi in 5 minuti dovevamo disegnare una cosa che fosse in sintonia. Alla fine il pubblico decretava i vincitori con applausometro. Noi alla fine siamo andati pari e patta, ci siamo stretti la mano ed è andata bene così.





E adesso un pò di cose a caso che ricorderò di questa edizione.

I Paguri (Pagani e Caluri), con cui ormai ho un grande feleling ci conosciamo da molti anni, ma dalla volta che mi hanno intervistato per Lockdown Calling e poi son venuti a Padova, i nostri rapporti si sono intensificati, e ci siam fatti ridere a vicenda con i nostri racconti reciproci  di nottate disastrate e presentazioni epicamente apocalittiche.

Angelo Stano che al momento ha abbandonato Bonelli per dedicarsi a un paio di progetti personali top secret, e con cui mi son trovato a fare lunghe chiacchierate praticamente su qualsiasi argomento.

Igort è dimagrito di 24 chili ed è affranto per quanto sta succedendo nella sua amata Ucraina, faceva quasi tenerezza iI sorriso che è riuscito  finalmente a strappargli Simone Romani (direttore editoriale di Rizzoli Lizard e fondatore insieme a Igort di Coconino), facendo il cazzone e ricordando vecchie avventure.

Paola Bistrot, che sembra sempre un bambina stupita e divertita, come se tutto fosse una novità e nonostante la lunga esperienza di curatrice di mostre con autori leggendari.

Jole Signorelli (Fumetti Brutti), ormai una star, ma sempre gentile, disponibile e affettuosa. La battle tra lei e Liberatore è stata una delle più belle e divertenti.

Tito Faraci e Silvia Sacco Stevanella, i miei editor Feltrinelli. Non sappiamo ancora se faremo qualcosa di nuovo nel prossimo futuro, ma è sempre un piacere condividere tavoli, chiacchiere e bottiglie.

Leo Ortolani (che vedrei molto bene come prossimo M… e qui mi fermo per non portargli sfiga).

La classica fine cena da Brandi. Pizzeria storica in centro a Napoli, con viaggi in pulmino dalle sospensioni  ribaltabudella e  interminabili code in galleria, ma ero così contento di trovarmi dopo tutto questo tempo al Comicon che trovavo divertenti pure quelle.

Roberto Recchioni con cui abbiamo parlato scuotendo la testa di NFT e di Palle Quadrate (molto meglio le seconde). 

Le grandi discussioni con Valerio Lundini durante la colazione del mattino sul nostro diabete e piacevoli aneddoti a riguardo. Valerio è stato il presentatore a sorpresa dell’edizione dei premi di quest’anno dandogli uno sprint che non aveva mai avuto (le premiazioni di altri anni si stiracchiavano per due ore con noia letale).

E’ stato un piacere rivedere Luca Valtorta e Valeria Rusconi, compagni di avventure con XL, e constatare quanto il loro bambino si sia già fatto grande e collezioni già famelicamente figurine dei Pokemon.

I ragazzi dello stand di in Your Face Comics, (dove ho trovato Massimo Perissinotto e Stefano Zattera), chissà che non si faccia qualcosa insieme in futuro, e che mi hanno supportato durante la drawing battle.

Tekè Gallery, che mi ha regalato una pregevole copia dell’ultima cosa che hanno pubblicato di quel genio di Igor Hofbauer, e Stefano Dazzi  con cui ho scambiato succosi aneddoti sui proprietari di cave di marmo carraresi.

Ivan Hurricane, con cui ho discusso di come disegnare la guerra di adesso, di come prima il virus, poi la discussione sui vaccini e infine la guerra abbiano inesorabilmente frammentato pezzi di sinistra in pezzetti sempre più piccoli, ognuno con i propri distinguo e le proprie posizioni, e di quando il vaccino sperimentale era davvero sperimentale e ce lo saremmo fatti in vena anche subito nella speranza di diventare più forti di Hulk. 

Miguel Villa, che ha vinto il premio per il miglior libro dell’anno dalla la giuria del Comicon. Lui era così felice che ha fatto addirittura un mezzo sorriso. Premio meritato, in soli due libri è riuscito a costruire una poetica tutta sua e molto convincente.




Francesca Pilla, con cui ho avuto il piacere di lavorare in Rizzoli Lizard, che ora lavora per Salda Press, e che mi ha fatto trovare un sacchetto pieno pieno di meraviglie che avrei comprato comunque,  tra cui l’ultimo lavoro di Camuncoli e l’ultimo libro di Lorenzo Palloni che promette di essere una tappa importante del suo viaggio.

Alessandro Baronciani e suoi racconti musicali su passioni comuni.

Camuncoli e la sua emiliana tranquillità, ma con la sua notevole capacità di produrre una quantità incredibile  di materiali di qualità  altissima realizzati con cadenza impressionante.

Grazia La Padula, che diventa ogni anno più brava (sembra banale dirlo, ma è così)..

Giuseppe Palumbo che meriterebbe un monumento, o almeno che si facesse un orsacchiotto con le sue sembianze, (venderebbe di sicuro un casino.)

Nicoletta  che mentre ero via a cazzeggiare ne ha approfittato per dipingere casa, (Nicoletta: “non vedevo l’ora che te ne andassi via dalle palle per qualche giorno per farlo”).

E tutte le persone che ho incontrato e che ho scocciato per ore con i miei ricordi da vecchio barbogio.

Poi, dopo una levata all’alba  (quasi) alle 6 del mattino, ho preso treno che mi ha portato  a Milano, dove sono andato diretto allo IED a seguire le tesi degli studenti, poi a casa  dai miei amici Beppe e Monica, domani invece mi vedrò qualche mostra e tornerò a Padova, uscendo dalla bolla dei fumettigiochimangacartonicosplayer per affrontare il mondo esterno, le sue miserie, le sue terribili paure, le angosce e le meraviglie. 



PS. quasi tutte le foto non sono mie, ma le ho prese dal sito del Comicon. Ci sarebbe stato troppo da fotografare e a un certo punto il mio cellulare ha dato di matto e si rifiutava di tenere in memoria qualsiasi cosa. Le foto della mia drawing Battle sono di Giuseppe del Curatolo (grazie!). 


sabato 25 luglio 2020

Trax: Vietato ai Minori

All’inizio degli anni ’80 stavo ancora “cercando il mio segno”. 

Uno pensa che un autore si metta lì, chiuso nella sua stanzetta come se fosse un antico alchimista, a sperimentare con carta e inchiostro faticosamente vergando segni e lambiccandosi il cervello fino a trovare la formula giusta, ma in realtà non è così. 

Disegnando storia dopo storia, annusando l’aria, ascoltando musica e leggendo altri fumetti, alla fine, se sei un giovane con le antenne dritte qualcosa capita. 

Sono stato contattato da Vittore Baroni e Piermario Ciani, che stanno mettendo in piedi TRAX, che in realtà nemmeno io capisco bene cosa sia. Piermario è fotografo e grafico, e collabora con il Great Complotto, che è una banda di squinternati che a Pordenone si sono inventati uno stato fantasma, lo Stato di Naon ( dal nome di un modello di televisore della Zanussi), che produce decine di gruppi musicali bizzarri dall’età puberale. 

Vittore proviene dalla mail art, è si occupa di musica e rumore. 

Insieme danno vita a un progetto che mette insieme fanzine, musica, cassette autoprodotte, e mi chiede di partecipare con i miei fumetti.  

La prima cosa che facciamo insieme è Vietato ai Minori, un numero speciale sulla pornografia, con una cassetta piena di rumori, gemiti e contributi di altri matti internazionali. Loro due assemblano tutto, e ci mettono anche questo fumetto di 5 pagine, dove racconto una storia che Piermario mi assicura vera, raccolta dal lui al magnetofono, la testimonianza di una ragazza che conosce. 

Il mio segno è ancora acerbo, ma qualcosa di quello che sarò è già qui. 

Faccio vedere il contenuto della fanzine ai miei amici Alberto Mineo ed Enrico Friso con cui ho messo in piedi la mia band, (gli Spirocheta Pergoli), e Alberto mi dice:

“Vittore e Piermario non ci finiscono in Paradiso”.










lunedì 22 giugno 2020

Rumore e Silenzio

Rumore e Silenzio è una storia di formazione, nel senso che è una delle storie attraverso cui il mio segno si è formato. Dopo vari tentativi e varie pubblicazioni all'interno di riviste autoprodotte e un periodo di palestra dell'ardimento ne il Mago Mondadori, il mio modo di disegnare cambiò, almeno se devo andare a guardare le date, da quando ho pubblicato per la prima volta nel 1980 a quando ho disegnato questa storia sembra passato un decennio, mentre invece era passato appena un anno e mezzo, in cui per progressivi mutamenti il mio disegno si era fatto via via sempre più secco e "moderno".  Moderno si fa per dirie, dato che tutte quelle cose che facevano tanta avanguardia si sono fatte via via che passano i decenni sempre più circoscritte a quello stile che oggi definiremmo "post-moderno", ma all'epoca non sapevo nemmeno che voleva dire, come d'altra parte non sapevo nemmeno troppo cosa fosse il futurismo, corrente a cui più volte mi hanno accostato.  D'altra parte avevo venti anni, ed ero un misto di insicurezza e presunzione, del genere "non so perchè lo faccio, ma lo faccio e basta, evaffanculo a tutti gli altri". Giorgio Carpinteri aveva già iniziato a pubblicare le sue storie su Frigidaire, e quando lo fece fu per me una folgorazione (in realtà seguivo i suoi progressi da qualche anno, da appassionato di Berni Wrighston sul Mago all'Uomo Non Visibile su NEMO),  e vedevo che come il mio anche il suo percorso fossero alla costante ricerca di qualcosa, che non sapevamo cosa fosse, ma credo fosse che volevamo sottolineare che oltre alla noia che erano diventati gli Umanoidi Associati su Metal Hurlant e lo strapotere ingombrante di Pratt nel comicdom nostrano poteva esserci qualcosa di diverso. Eravamo così integralisti che perfino Pazienza ci sembrava già vecchio, inadeguato ai tempi. Le line rette e il zigzag sottolineavano la nostra contemporaneità, come se prendessimo le ombre dei fumetti di Eisner e le analizzassimo in laboratorio.
La storia di Rumore e Silenzio era scritta da Giorgio Placereani, scrittore di fantascienza triestino che conoscevo tramite il Club Fantascienza di Padova,  e i suoi racconti che arrivavano per Time Machine, la rivista ufficiale del club, mi sembravano tra le poche cose di valore emerse tra quelle prodotte dai banali  aspiranti scrittori di genere della nostra italietta. Di Giorgio disegnai tre racconti: l'Uomo dei Mostri, inedito, ma troppo brutto per volerlo pubblicare anche in un blog come questo, Rumore e Silenzio e Ultima Notte, che è un'altro inedito.
Rumore e silenzio, tra altri lavori meno rilevanti mi impiegò per un anno buono tra ripensamenti e vignette ridisegnate anche 3-4 volte. Tutti quei puntiniiiiiiiii
Rumore e Silenzio è stato pubblicato su Frigidaire negli anni '90, Vincenzo Sparagna era talmente affamato di materiale per riempire la rivista da accettare di pubblicare questa storia già fuori tempo massimo di 27 pagine, piena di ingenuità e di idee grafiche ancora allo stato grezzo, anche se qualcosa di quello che sono ancora adesso è già tutto qui. L'ho pubblicata qui senza particolari filtri, e senza rifare il lettering, anche se bisogna fare un pò di fatica a leggerlo perchè non è un lettering professionale, ma volevo rispettare l'originale senza troppi editing, tanto si vedrà solo qui. L'avevo fatta vedere e leggere a Stefano Tamburini, che all'epoca mi prese in giro dicendo, "Ma è la trama di Yellow Submarine con i Biechi Blu", recensione per cui mi offesi molto perchè a un ragazzino che si credeva punk non potevi nominare i Beatles nemmeno per scherzo. Poi  la dose critica fu rincarata da Igort, a cui mostrai le mie tavole al nostro primo incontro, e lui disse che qualche qualità ce l'avevo, ma alla fine la vignetta che gli piaceva di più era quella che riproduceva Paperino.  Io me ne andai dal suo appartamento bolognese bollandolo come "presuntuoso stronzo saccente". Come dire, le persone valide le riconosci perchè al tuo primo incontro ti fanno incazzare, una regola che ha avuto conferme più volte.


























lunedì 18 maggio 2020

Un Lungo Brivido



Anni 60. 
Da quando ho imparato a leggere voglio fare fumetti, e non so nemmeno perché, dato che non so nemmeno come si fanno, ma già da piccolo riempio di vignette quaderni a quadretti .
Da che ho memoria ho letto di tutto: paperi, superuomini, storie buffe, avventure, storie ambientate in mondi fantastici, in continenti esotici, in Italia e in chissadove.
Poi arriva Linus, e imparo che si può scrivere e disegnare delle cose di tutti i giorni, leggo Crumb, Valentina, ma scopro pure Metal Hurlant e gli umanoidi, Munoz, Will Eisner, mondi sempre più espansi.
Tutto bello, ma manca qualcosa.
Alla fine del 1977 Alter pubblica la prima storia delle Avventure di Penthotal, di Andrea Pazienza, e quel particolare mancante (piccolo particolare, ma fondamentale), mi fa capire che c’è qualcuno, da qualche parte, che parla di me, e dei miei amici, e del mondo che conosco, che mi sta intorno, e che vivo quotidianamente.
Naturalmente comincio a provare a disegnare e a scrivere delle storie come lui (impossibile, ma non rinuncio). 
Scopro che Pazienza disegna anche sul Male, dove è più libero, più cattivo, scatenato.
Mi innamoro di questa rivista, che molti trovano lercia, senza gusto, maleducata, irriverente.
Io la trovo meravigliosa. E’ proprio quello che ci vuole.
Faccio conoscenza con nuovi eroi. Scozzari pubblicava già su Re Nudo, su Linus e Alter, a lui si aggiungono Massimo Mattioli, Stefano Tamburini, e Tanino Liberatore.
Sul Male compare la pubblicità del Cannibale, un’operazione editoriale inventata dai disegnatori del Male che mi piacciono di più.
E’ una rivista anomala, storie bellissime, a volte senza senso, drogate, pornografiche, sbracate, intelligenti.
Il Cannibale esce quando può, ma ogni uscita è piena di sorprese. Cambia formati e numero di pagine, lì vedo nascere Ranxerox, Primo Carnera di Filippo Scozzari, leggo le recensioni immaginarie di dischi che vorrei ancora oggi ascoltare descritti minuziosamente da Tamburini.
Conosco Tamburini a una Lucca Comix, dove è lì con il Male e Cannibale, riesco a raggiungere solo lui e a salutare Scozzari (“conoscere” è una parola grossa). Mostro a Tamburo alcuni dei miei disegni, lui critica ferocemente i miei scarabocchi western che sono un pò Pazienza un pò Metal Hurlant.
“le tue Montagne Rocciose sembrano delle strisce di nastro adesivo buttate lì, teniamoci in contatto, cerca di fare meglio”.
L’anno dopo alla stessa Lucca viene presentato Frigidaire, il primo numero cade come un’astronave aliena e ostile nel territorio del fumetto: niente di simile prima, niente di simile poi.
Io scalpito, in un anno il mio segno è cambiato come sono cambiate le droghe intorno alla mia generazione. E’ la fine di ogni psichedelia, è l’inizio di un mondo fatto di lame gelide. 
Dentro il primo numero il vecchio Ranx è diventato un incubo michelangiolesco disegnato completamente da Liberatore (prima era una jam session di Tanino, Tamburo, Paz e Scoz), c’è un inserto con gente morta in circostanze sessualmente interessanti, prostitute sfregiate dal napalm, mappe di Roma dove si batte e ci si sbatte, gare di squisitezza, i Devo, viaggiare tra le merci, editoriale-manifesto di Vincenzo Sparagna… Se vuoi sangue lo avrai…
Io mostro altre cose a Tamburo, ma non sono ancora pronto.
Nei mesi successivi mando altre cose, tra cui delle foto dei Lounge Lizards  e di James Change fresche fresche dall’America trattate con la fotocopiatrice, Tamburo le pubblica dentro la sua rubrica di recensioni all’acido corrosivo Red Vinyle. 
Io non vengo citato, allora gli scrivo più volte, mandandogli altro materiale ancora, e ancora. 
E Ancora.
Alla quarta raccomandata ricevo risposta, che recita più o meno così:
“Caro Giacon, se tu sapessi la rottura di coglioni che è andare a recuperare le tue raccomandate alle poste dall’altra parte di Roma rispetto a dove abito e che ostinatamente continui a spedire all’indirizzo di mio padre, forse Dio o Satana rattrappirebbero la tua mano di grafico creativo. 
Che dire delle foto che mi hai mandato? Magari me le sistemavo anche io da solo con la fotocopiatrice, non ti devo nulla, forse un caffè. 
Per quanto riguarda il materiale tuo e dei tuoi amici (era appena iniziata l’avventura con TRAX di Piermario Ciani e Vittore Baroni) siamo sempre all’asilo infantile delle avanguardie e i tuoi fumetti pieni di frecce e zig zag mi han già rotto le balle. 
Qualcosa di buono però c’è, anche se molto nascosto, non buttarti giù e non mollare. Ciao”.
Io non mollo e vado avanti a disegnare, vado avanti con le collaborazioni alle produzioni Trax, a suonare con gli Spirocheta Pergoli.
Un giorno scrivo una lettera a Freak Antoni, che conosco dai tempi degli Skiantos. Da poco ha abbandonato gli Skiantos, dice che non si diverte più, e ha in testa altri progetti. Mi risponde dicendo che ha una nuova band, e che si chiamerà Beppe Starnazza e i Vortici. Mi dice anche che il disegnino che ho fatto a piè di lettera l’ha fatto molto ridere. Per caso voglio fare la copertina del loro 45 giri e il manifesto del tour?
Certo che voglio. Li disegno al volo e parto a Milano per farli vedere alla casa discografica.
Quel giorno ho un appuntamento con Storiestrisce, cooperativa di autori di fumetti che gestisce anche nuovi autori per Linus e Alter, dentro ci sono Mattotti, Elfo, Franco Serra, Cadelo.
Vado da loro, vedono le mie storie, interessanti ma… troppe frecce, troppi zigzag. 
Per fortuna vedono il materiale che ho preparato per Beppe Starnazza e i Vortici. Perché non farci delle storie brevi per Linus con Freak Antoni ai testi. 
Già, perché no?
Per fortuna Roberto Antoni aderisce all’idea, e nell’arco di un mese produciamo qualcosa, e la prima storia viene pubblicata su Linus.
Il mio stile passa a un un ulteriore stadio, inizio un fumetto breve scritto dal mio amico Mimì Colucci, un breve racconto di perversione infantile, con una ragazza dalle grandi tette e un ragno. Troppo estrema per Linus.
La disegno in due notti, la mando a Frigidaire. Un mese dopo sono sulla rivista più bella del mondo.
Il resto è in discesa (quasi). 


Note:
1- TRAX era un esperimento di autoproduzione che metteva insieme arte postale, fanzine, musica, grafica, fumetti e concerti live con collaborazioni dai vari angoli del mondo. Senza filtri, senza rete producevamo materiali caotici e magmatici. TRAX viene considerato dall’esperimento sociale-artistico Luther Blisset e dal collettivo-fantasma Wu Ming come il primo agglomerato di idee che rifiutavano la figura dell’artista come demiurgo segaiolo e autoreferenziale. Fondata da Vittore Baroni e Piermario Ciani, aveva tra i contributi costanti mie illustrazioni, fumetti, musiche e performance.

2- SPIROCHETA PERGOLI era la mia prima band, inizialmente braccio musicale di TRAX.
Gruppo di musica anarco-infantil-elettronica. Formata da me, Alberto Mineo, Enrico Friso e Fabio Beltrame.